IL NOSTRO VIAGGIO IN GERMANIA

Avventura Prosit

Uno dei soci anziani di Prosit, girando l’Europa con un gruppo di amici per attività di beneficenza, arriva casualmente in un Getränkmarkt dell’alta Baviera e rimane meravigliato e sorpreso dalla grande varietà di birra dalle etichette totalmente sconosciute.

Si informa e capisce che questo stabile è un punto vendita per i birrifici familiari ed artigianali che distano massimo 100 km circa dal negozio stesso e dialogando con gli amici tedeschi, scopre che in ogni paese in Germania esiste un Getränkmarkt.

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In quell’occasione acquista alcune birre e, tornato a casa, le gusta insieme agli amici scoprendo la grande qualità del prodotto, la bontà della birra e il ragionevole rapporto qualità/prezzo.

Nasce così l’idea di aprire  un Getränkmarkt in Italia, a Verona, dove poter offrire a tutti delle  grandi birre al giusto prezzo.

Assieme a quelli che poi diventeranno i soci di Prosit, iniziammo un grande lavoro di ricerca per capire, per il momento solo in Germania perchè da neofiti non conoscevamo altro, chi fossero i produttori e come lavorassero.

Affidando questa ricerca a varie metodologie, veniamo a scoprire che solo in Baviera ci sono più di 600 birrifici familiari, o per meglio dire artigianali, che tendenzialmente lavorano solo sul territorio, in un raggio di 100 km e che quasi tutti non sono né abituati né organizzati per esportare la birra. L’esportazione oggi è prevalentemente in mano ai Grandi marchi, che fanno però anche un altro tipo di prodotto, che non ha niente a che vedere con quello che è la birra artigianale di produzione familiare.

Il primo viaggio fu nell’autunno del 2011, dove alcuni soci incontrarono il più grande distributore della Baviera di birra artigianale e andarono a visitare alcuni birrifici familiari, tra cui Wiethaler, che diventerà poi uno dei più apprezzati da Prosit.

Al rientro, si iniziò sia a mettere in piedi un Business Plan per valutare le possibilità di questo tipo di attività, con rischi e costi, sia a cercare un locale adeguato che, come in Germania, deve disporre di un’ampia metratura, un parcheggio per arrivare con la macchina e poter caricare un prodotto pesante come è la birra. Purtroppo il mercato di Verona delle superfici commerciali con parcheggio all’epoca era chiuso, non c’erano immobili di questa natura. Per questo motivo decidiamo di prendere in affitto un ex supermercato nel quartiere di Cadidavid, prossimo alla città e al centro di un grande bacino abitativo.

Contemporaneamente organizziamo due viaggi in Germania per l’estate del 2012, uno a giugno e uno ad agosto, nei quali andremo ad incontrare complessivamente una trentina di birrifici tedeschi in Bavaria ed uno austriaco. Di questi 30, dapprima decidiamo di importare birra da più di una ventina, poi nel tempo la selezione della tipologia di birra e dell’apprezzamento dei prodotti dei nostri clienti, ci ha portato a conservarne in gamma solo una quindicina, ai quali però si sono aggiunti altri che abbiamo visitato successivamente.

Il primo viaggio, in giugno, ci porta a percorrere circa 2500 km in 4 giorni scarsi e a visitare circa una quindicina di birrifici.

I soci sono pronti, l’avventura Prosit sta davvero per iniziare! Ecco i momenti più salienti.

La visita del birrificio Mittenwalder inaugura questo viaggio. Si trova nell’omonima città di Mittenwald, è il più alto birrificio di Germania e l’unico che ancora oggi produce in vasca aperta e non in botti di acciaio. Incontriamo la signora Marion, la titolare, che proviene da una famiglia con una tradizione birraia che dura da decine generazioni, che orgogliosa del suo prodotto e della sua azienda, si spiega qual’é la grande differenza fra l’uso dell’acqua di fonte dei birrifici familiari, obbligatorio in Germania per la Legge della Purezza del 1516, e l’utilizzo da parte dei grandi birrifici industriali di acque trattate e non più naturali. La visita del birrificio inizia dalle sale di fermentazione, che essendo a vasca aperta, consentono l’accesso in modo molto ristretto, non accessibili se non con indumenti sterilizzati, per proseguire poi con le sale di filtrazione e quelle di stagionatura, con delle bellissime botti d’acciaio messe sotto terra dove la birra resta dalle 4 alle 6 settimane a stabilizzarsi sino ad arrivare alle sale di imbottigliamento e al magazzino.

All’interno del birrificio c’è anche un piccolo museo molto ben attrezzato con anche degli audiovisivi che parlano della storia della birra ed una serie di attrezzi utilizzati nei secoli per la produzione. La visita si conclude con la degustazione delle loro fantastiche birre e decidiamo di fermarci a pranzare nel loro ristorante appena inaugurato perché rinnovato.

Si riparte immediatamente alla volta del birrificio Walder Bräu, che si trova vicino al Lago di Costanza, sul confine svizzero-tedesco. Arriviamo nelle prime ore del pomeriggio e con precisione teutonica all’orario di apertura del birrificio arrivano i due fratelli che lo gestiscono, che parlando solo tedesco, non agevolano la conversazione. Finiti i convenevoli, anche qui iniziamo a raccontare loro il nostro progetto e proseguiamo con la visita al birrificio che sostanzialmente ricalca quella del mattino a Mittanwald con la differenza che qui veniamo portati in un’altra sala, ad imbottigliamento manuale dove vengono riempiti i magnum da 3 litri di birra, che fino a quel momento non avevamo mai visto. Qui i due ci raccontano un aneddoto: il medico aveva consigliato a uno dei due di non bere più di una birra al giorno e la birra che lui ha scelto di bere è proprio quel magnum!!

Dopo aver discusso un paio di pratiche burocratiche e commerciali, li salutiamo e partiamo alla volta di Monaco, che dista quasi 300 km. La giornata si conclude con una fantastica cena in una delle famose Brauhaus vicino a Marienplatz.

Il mattino seguente, dopo una frugale colazione, si parte alla volta di Wolznach, un paesino a 50 km circa da Monaco di Baviera, dove incontriamo il titolare del birrificio, che ha una storia molto particolare da raccontarci.

In Germania ogni cittadina ha un piccolo birrificio e a Wolznach negli anni 80 era stato acquistato da un grande gruppo industriale, che aveva promesso di lasciare il lavoro e la birra ma, nel giro di 5 anni, prima ha lasciato sul luogo solo la produzione di bibite e poi l’ha completamente chiuso. Alcuni abitanti del luogo decisero così di rimettere in piedi il vecchio birrificio: fra le varie cose, si riuscì a recuperare presso la Camera di Commercio una ricetta storica del birrificio originario, non registrata dal grande gruppo industriale e quindi utilizzabile, quella della birra con il luppolo fresco!

Lì visitiamo il birrificio, che è veramente molto piccolo e che produce solo un paio di birre e ci innamoriamo di questo prodotto fatto con il luppolo fresco! Decidiamo di iniziare una collaborazione che purtroppo nel 2015 è terminata perché l’azienda non andava molto bene e ha deciso di chiudere, facendo perdere anche a noi un grandissimo prodotto quale era il loro, molto particolare e difficilmente riscontrabile altrove.

Dopo una degustazione impegnativa perché era mattino relativamente presto, salutiamo il nostro amico e ci dirigiamo a nord est, verso la città di Ratisbona o Regensburg in tedesco.

Lì andiamo ad incontrare un birrificio molto particolare il cui nome è Spital ( dal tedesco, Ospizio) che è ubicato nel centro storico della città, sulla riva del fiume che la attraversa e ospita tutt’oggi l’ospizio della città. Il luogo è incantevole, con una bellissima vista sul fiume, un piccolo ristorante ed un ponte pedonale che porta alla cattedrale. La cosa particolare di questo birrificio è che essendo nel centro storico, la logistica è molto complicata ed i grandi mezzi non possono entrare, così quando arrivano i camion a caricare portano loro la birra al di fuori del loro magazzino. Inoltre, tutte le varie sale, dalla produzione, al magazzino dei cereali, al magazzino del luppolo, alla sala di imbottigliamento, alle sale di fermentazione e quelle di stagionatura, sono al’ interno del grande antico stabile, con le scale in legno che portano da una stanza all’altra e gli impianti e le tubature che percorrono tutto il soffitto. Un’ambientazione che nessuno di noi si sarebbe mai immaginato.

In questa occasione incontriamo tutto lo staff dell’azienda, che è medio-piccola, non piccolissima, ed insieme al mastro birraio e al direttore commerciale, decidiamo di iniziare ad esportare anche i loro prodotti in Italia. Tutt’ora Spital è uno dei birrifici più apprezzati.

Di buon mattino partiamo da Regensburg in direzione Lauf an der Pegnitz, vicino a Norimberga, per raggiungere il birrificio che avevamo conosciuto l’autunno precedente nel nostro viaggio: Wiethaler.

É un birrificio molto piccolo, a gestione familiare, infatti ci sono il padre, la madre, due figli adulti e solamente un operaio. Il figlio si occupa della parte commerciale, la madre è il mastro birraio, la figlia gestisce la parte amministrativa ed il padre insieme al dipendente gestiscono la parte che riguarda la logistica e la gestione del magazzino.

Producono solo 3 birre, una lager, una rossa e una non filtrata chiara. Il socio che per primo ha scoperto il mondo dei Getränkmarkt conosceva già bene queste birre, perché questo paesino è la meta dei famosi viaggi dell’attività di beneficienza.

“Lauf an der Pegnitz è un paesino medievale molto caratteristico, attraversato dal Pegnitz, lo stesso fiume che passa per Norimberga. Ogni anno a fine giugno si tiene l’Altstadt Fest, cioè la festa della città vecchia” afferma lui “in quell’occasione, insieme al Club di beneficienza del quale faccio parte, andiamo ad aiutare il nostro Club gemello a raccogliere fondi e proprio lì sono venuto a conoscenza di questa birra e me ne sono innamorato, non poteva mancare nella nostra gamma”.

C’è voluta un po’ di fermezza ma alla fine siamo riusciti a convincerli ad esportare la loro birra, non poteva mancare!

In tarda mattinata iniziamo il viaggio di rientro verso sud con direzione Bad Reichenhall, dove il pomeriggio abbiamo appuntamento al birrificio Unser Bürgerbräu con la signora Doris.

Bad Reichenhall è un paesino termale, qui le persone vanno a fare dei bagni d’aria per migliorare le capacità respiratorie, si trova infatti in una valle molto stretta delimitata da montagne molto alte e l’aria è salubre. Il birrificio è situato nella sua vecchia sede, fondato nel 1633 e vanta anche un bellissimo albergo con ristorante, tutto in legno in pieno centro, poiché si trova davanti alla piazza del municipio.

L’incontro inizia con una chiacchierata conoscitiva, dove noi esponiamo il nostro progetto di aprire un Getränkmarkt in Italia. La famiglia Graschberger approva con entusiasmo il nostro progetto, anzi, proprio loro ci convinsero a partire perché vedevano le potenzialità di questo Business in Italia. A distanza di qualche anno è proprio il birrificio che presenta le maggiori vendite, in quanto il prodotto è di altissima qualità e anche il packaging è molto bello, presentando addirittura un’alternativa per la birra di punta, Alpenstoff!

Una volta finita la chiacchierata abbiamo visitato come negli altri birrifici la parte produttiva e conosciuto il mastro birraio, intavolando proprio un possibile inizio di attività di esportazione.

“Alla fine di questi 3 giorni, all’interno dei quali abbiamo visitato altri birrifici, non citati perché poi non fecero parte del percorso Prosit, ci siamo resi consapevoli di quello che era il mondo della vera birra, delle opportunità che questo mondo poteva riservare anche alla clientela italiana. Tra le considerazioni fatte, ci sono quanto queste spersone fossero orgogliose dei loro prodotti, quanto fossero attaccati alle loro tradizioni, quanto portassero avanti con determinazione le loro attività di generazione in generazione e anche in alcuni casi da decine di generazioni consecutive.

L’obiettivo che ci ponevamo per il secondo viaggio, nell’agosto seguente era quello di capire come funzionassero le dinamiche operative e visitare nuovi birrifici con altre specializzazioni”

Così, nell’agosto in 3 soci riprendiamo l’auto e risaliamo in Germania, dove riusciamo a visitare una quindicina di birrifici. Da segnalare c’è il birrificio di Freising, dove vengono prodotte le birre di Huber Weisses e di Horbrauhaus Freising. Questa struttura ha la particolarità di una spasmodica attenzione alle energie alternative al petrolio, come quella solare, quella eolica, l’utilizzo degli scarti di produzione per scaldare la struttura bruciandoli e il recupero del vapore derivante dalla cottura della birra per altri usi. Freising si trova circa a 50 km a nord di Monaco, mentre nel pomeriggio a sud incontriamo una signora di origini italiane che si occupa della distribuzione di alcuni piccoli birrifici bavaresi per il mercato italiano. Lei prevalentemente si occupa della distribuzione dei fusti di birra, quindi tutto ciò che è dedicato alla ristorazione e rimane stupita dal fatto che noi volessimo aprire un Getränkmarkt in Italia, a differenza dei suoi clienti che commerciano solo birra in fusto. Questa collaborazione ci fa arrivare ad avere altri 4 birrifici nella nostra gamma, Hohenthanner, Zoller Hof, Innstadt e Röther Bräu. Le visite ai birrifici avverranno poi in un’epoca successiva all’agosto 2012.

L’ultima tappa dei nostri primi viaggi è un micro birrificio austriaco, nella zona di Salisburgo, Gusswerk. Lavora solo con prodotti biologici di altissima qualità e materie prime che arrivano un po’ da tutto il mondo. Una volta arrivati in questo birrificio, situato all’interno di una vecchia fonderia ristrutturata, ci accoglie Reinold facendoci assaggiare la loro particolarissima Cerevinum alle 9 della mattina. In questo ristorante con annesso birrificio, l’imbottigliamento veniva effettuato a mano tramite un piccolo macchinario che però richiedeva il caricamento manuale. La capacità produttiva era abbastanza limitata e il birrificio era in linea con quelli che erano i nostri standard. Negli ultimi anni il birrificio è un po’ cresciuto, riuscendo così a fare anche attività un po’ più importanti, pur rimanendo sempre piuttosto piccolo.

Successivamente a questa fase nella quale vengono messe le basi per la partenza di Prosit, con l’inserimento di nuove birre nella nostra gamma, il negozio prende una conformazione molto più strutturata e complessa e a mano a mano che i nostri viaggi in giro per l’Italia e l’Europa ci facevano incontrare nuovi produttori, sono stati inseriti altre tipologie di prodotto come le birre belghe e quelle del nostro territorio. Il giorno del 2° compleanno di Prosit vengono introdotte le birre del territorio Veronese, facendoci sposare così la filosofia tipicamente tedesca della radicalizzazione dei prodotti sul territorio dove vengono creati.

Grazie a nostri clienti che acquistavano le nostre birre in centro Italia, introduciamo Eretica, Almond ’22 e Piccolo Birrificio Clandestino e successivamente anche Cimbra, Elav, Acorn, Ter Dolen e Brouwerij ‘Tij.

Dalla mera distribuzione di birra in bottiglia, il negozio si dota anche di birra in fusto per privati e attività di ristorazione, come anche di confezioni regalo, magnum e quant’altro.

“L’impronta Prosit è così ben chiara e facile da leggere, quando uno entra, trova un posto che non ha eguali in Italia e forse nemmeno in Europa, in quanto oggi Prosit non è più un Getränkmarkt come era l’idea iniziale, oggi Prosit é un posto dove si trova dell’ottima birra.”